La Lega dona un milione di euro ai terremotati dell’Emilia

La manifestazione del Carroccio che ha chiamato a raccolta a Bologna tantissimi cittadini, 10 mila la stima ufficiale della Lega Nord, per dire "no" al governo falli-Monti e per spiegare, una volta per tutte all'esecutivo, che il Nord è stanco di tirare la cinghia ricevendo in cambio sempre e solo un trattamento di "serie B", è una manifestazione destinata a rimanere nella storia del capoluogo emiliano. Migliaia di bandiere hanno colorato le vie del centro storico sfilando da piazza Malpighi a Porta Saragozza accompagnate dalla determinazione dei manifestanti che ha contagiato molti dei presenti lungo il percorso.
Ma la giornata bolognese del Carroccio non è stata solo una giornata di proteste. Certo, lo slogan della manifestazione era chiaro ed eloquente: "Basta tasse, Monti a casa", ma durante la manifestazione leghista, il Carroccio ha devoluto ai cittadini terremotati un milione di euro. A consegnare i soldi a Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia, è stato Roberto Maroni che ha dato al numero uno del Carroccio emiliano un grande assegno simbolicamente intestato al comune di Bondeno, uno dei tanti colpiti dal sisma dello scorso maggio. Si tratta dei fondi, risparmiati dal partito sui rimborsi elettorali, che la Lega ha deciso di devolvere alle popolazioni terremotate. Un gesto che è stato accolto con un lungo applauso dai presenti.
«Così usiamo i soldi della Lega» ha sottolineato Maroni dal palco commentando anche la trattativa in Europa tra gli Stati per sbloccare il fondo di solidarietà a favore della ricostruzione in Emilia. «In Ue è andato in scena un altro atto vergognoso - ha aggiunto Maroni - e mi chiedo cosa ancora ci stiamo a fare».
E proprio su quanto sta accadendo in Europa, dove 5 Paesi hanno mosso alcune perplessità in merito alla procedura che dovrebbe portare 670 milioni in Emilia, Fabio Rainieri è stato durissimo: «Mi auguro, anzi mi aspetto che il premier Mario Monti, che in più occasioni si è vantato di essere non solo ascoltato ma anche preso ad esempio in Europa, ora si faccia sentire e sblocchi la situazione di stallo che rischia di crearsi a seguito della decisione di Olanda, Finlandia, Germania, Svezia e Gran Bretagna di mettersi di traverso rallentando l'iter che dovrebbe portare in Emilia i fondi per le calamità naturali a seguito del terremoto dello scorso maggio».
«Si tratta di uno stanziamento già concordato - ha attaccato Rainieri -, non capisco proprio che cosa stia facendo Monti in questo momento e perché invece di andare a dire ai quattro venti che lui è tanto ascoltato da tutti non si rimbocca le maniche personalmente per fare arrivare in Emilia quello che è stato promesso. Se è questa  la considerazione che hanno in Ue del nostro Governo, invito Errani a muoversi in fretta per chiedere che l'Emilia diventi una zona franca prima che sia troppo tardi».
«Non è sempre facile essere leghisti in Emilia - ha aggiunto Rainieri dal palco -, ma grazie a voi lo stiamo facendo. Ora - ha aggiunto ringraziando i tanti volontari che hanno reso possibile la realizzazione dell'evento - dobbiamo continuare a camminare insieme lungo la strada tracciata. Una strada che ha un obiettivo chiaro: Prima il Nord!».
Prima di lui, agli emiliani, e ai bolognesi si era rivolto Manes Bernardini, consigliere comunale a Bologna e in regione Emilia: «Grazie a tutti voi di essere qui. Questa - ha spiegato il presidente nazionale della Lega Emilia -, è una grande manifestazione pacifica di condanna del Governo Monti e delle tasse. Un Governo illegittimo che ha soffocato di tasse famiglie e imprese e di tagli lineari gli enti locali».
Nel mirino di Bernardini anche il Governatore Vasco Errani che con la sua "gestione" politica ha raggiunto "ineguagliati"  record negativi.
Duro anche Gianluca Pini, segretario nazionale della Lega Nord Romagna che ha sancito a chiare lettere un concetto cardine: «Il federalismo - ha detto - non può essere abbattuto. Non possiamo lasciare che questo accada. Dobbiamo guardare avanti e farlo per noi e per i nostri figli». L'obiettivo? «Una grande Macroregione del Nord che metta finalmente le nostre terre in condizione di guardare al futuro. Alla gente di buonsenso - ha concluso - dobbiamo spiegare che il Governo ci disprezza e che vuole distruggere la nostra storia, le nostre radici e  la nostra cultura. Altrimenti non si comporterebbe così. Ma sia chiaro che noi non glielo lasceremo fare».

Informazioni aggiuntive